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Quel guizzo in più

Atleti in movimento durante attività sportiva collegata al gesto atletico

Quando mi sono avvicinata ai protocolli di modulazione neurobiologica mediante Tecnologia REAC® , l’ho fatto con il desiderio di ampliare gli strumenti a disposizione nel mio percorso clinico, per valutare possibilità di supporto personalizzate in base alle condizioni dei miei pazienti.
Mai mi sarei immaginata quello che ho scoperto strada facendo ed ho imparato già durante l’anno di studio in preparazione alla pratica clinica della terapia, ma che poi ho visto confermato nei mesi successivi dai Pazienti stessi.

Chi fa terapia non solo gradualmente sta meglio ma, in alcuni casi, chi pratica sport riferisce una maggiore fluidità del movimento e una diversa percezione del gesto atletico.
La domanda sorge spontanea: Perché?

L’ottimizzazione neuroposturale (NPO) è un protocollo di neuromodulazione che può contribuire a favorire una migliore organizzazione della postura, del movimento e del gesto atletico, eliminando tutte le attivazioni muscolari spurie( inutili) che possono ostacolare il movimento e comunque gli sottraggono energia.
Tutta l’energia quindi, dopo NPO, può essere convogliata nel gesto atletico, che risulta molto più fluido elegante e potente.

Quanto appena detto è avvalorato anche da uno studio scientifico (*) che ha mostrato, avvalendosi della Risonanza magnetica funzionale (fMRI), come varia l’attivazione delle aree cerebrali nell’effettuazione di un semplice movimento prima e dopo l’NPO: mentre prima c’è un’attivazione più diffusa, dopo vengono attivate solo le aree e le vie nervose essenziali a quello specifico movimento, e nessuna area motoria che con quel movimento non hanno nulla a che fare. Inoltre, questo avviene in tutti i soggetti del gruppo di studio sottoposti ad NPO e in nessuno dei soggetti di controllo, che ricevono la terapia solo apparentemente, mentre il trattamento effettivamente non viene erogato (studio in doppio cieco in cui né i pazienti né l’operatore sanitario sanno quando la terapia viene effettivamente somministrata e
quando no).
Lo studio ha descritto differenze tra il gruppo trattato e il gruppo di controllo, contribuendo ad approfondire gli effetti neurofunzionali osservati dopo NPO, dimostrando che non c’è effetto placebo.

Anche dopo l’NPO effettuata durante la prima visita, la terapia REAC è estremamente utile agli atleti, per mantenere il giusto tono muscolare, per trattare lo stress da gara e da allenamento e come possibile supporto nei percorsi di recupero dopo eventuali traumi, sempre nell’ambito di una valutazione medica individuale.

(*) “Modifiche di lunga durata nell’attivazione cerebrale indotte da un singolo impulso della tecnologia REAC nelle bande Wi-Fi. Studio qualitativo fMRI randomizzato in doppio cieco” Salvatore Rinaldi, Marco Mura, Alessandro Castagna, Vania Fontani.

L’ottimizzazione neuroposturale (NPO) permette di ottimizzare la postura ed il movimento, e quindi anche il gesto atletico.