Skip to main content Scroll Top

Cos'è lo stress epigenetico

Quando si parla di stress, spesso ci viene in mente qualcosa di strettamente psicologico.

In ambito medico sappiamo che la reazione di stress è fondamentale per la sopravvivenza, perché permette al nostro organismo di adattarsi a un ambiente che cambia continuamente. Entro certi limiti, quindi, lo stress è fisiologico e positivo. Diventa negativo solo quando le strategie che mettiamo in atto sono inadeguate a risolvere la situazione stressante.

La definizione che noi medici abbiamo imparato sui banchi universitari è quella di Hans Selye, che parla di una sindrome generale di adattamento articolata in diverse fasi.

1

La prima fase è la reazione di allarme: un particolare evento, detto “stressore”, attiva il sistema neuroendocrino, che rilascia ormoni e neurotrasmettitori come cortisolo, adrenalina e noradrenalina. Questi generano una serie di reazioni a cascata che preparano l’organismo all’azione, secondo il meccanismo di attacco o fuga.

2

Dalla reazione di allarme, se lo stimolo stressogeno permane, si passa alla seconda fase, quella della resistenza. Il corpo si adatta attingendo alle proprie risorse e ricorrendo a varie strategie, che tuttavia non sono sempre quelle più vantaggiose.

3

Una terza fase, detta esaurimento, sopravviene quando, nonostante tutto, lo stressore non viene rimosso e l’organismo ha dato fondo a tutte le proprie risorse.

A questo punto si può osservare un danno immunitario, ormonale e metabolico. In questa fase, se nelle prime due poteva esserci solo una sensazione di malessere, di ansia o anche nessun chiaro disturbo, la sintomatologia diventa conclamata.

Tra l’evento iniziale e la manifestazione dei sintomi può passare anche molto tempo, mesi o anni; per questo può risultare molto difficile collegare i disturbi attuali alla causa iniziale.

In tempi relativamente recenti si è scoperto che l’interazione ambiente-organismo, oltre a produrre gli effetti sopra descritti, può portare a cambiamenti profondi a livello dell’ambiente intracellulare e intranucleare, con modificazioni delle caratteristiche elettriche e chimiche in grado di modificare il funzionamento del nostro DNA.
Questi cambiamenti possono permettere o impedire il funzionamento e la sintesi di certe proteine, influenzando quindi l’espressività delle nostre caratteristiche genetiche.

Si è quindi cominciato a parlare di stress epigenetico, cioè di stress che agisce sopra i geni, modificandone il funzionamento e l’espressività, e si è visto che queste alterazioni possono essere tramandate lungo le generazioni.

I protocolli di biomodulazione e neuromodulazione mediante Tecnologia REAC® sono orientati a favorire una migliore regolazione dell’attività bioelettrica cellulare, quando alterata, sostenendo i naturali processi di adattamento e riequilibrio dell’organismo.

immagine-DNA-umano